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Varallo protesta: «Alla Casa della salute spariti 5 ambulatori su 11»

Gli autori della lettera sono Silvio Giubertoni, Rosangela Canuto e Luciano Gualdi
Articolo pubblicato il 21-03-2017 alle ore 13:14:30
La Casa della salute di Varallo
La Casa della salute di Varallo

Tre cittadini di Varallo prendono carta e penna e si rivolgono al governatore del Piemonte Sergio Chiamparino e all'assessore alla sanità Antonio Saitta: «Siamo un gruppo di cittadini e siamo preoccupati per lo stato dei servizi sanitari del nostro territorio». 

Silvio Giubertoni, Rosangela Canuto e Luciano Gualdi scrivono: «Nel 1996 a Varallo, alla chiusura dell’ospedale Santissima Trinità, alcuni ambulatori specialistici (neurologia, dermatologia, urologia, otorino, ecografia, odontostomatologia, oculistica, pneumologia, chirurgia, cardiologia, ginecologia e punto prelievi) furono trasferiti in viale Cesare Battisti, mentre nella casa di riposo “Casa serena” oltre al servizio di fisiatria esistente (palestra e ambulatorio con i soli fisioterapisti) furono attivati 10 posti letto di lungodegenza-riabilitazione. Dieci anni dopo, svanita definitivamente la prospettiva del centro di riabilitazione promesso alla chiusura dell’ospedale da Regione, Asl e amministratori locali, fu proposta dagli stessi soggetti l’attivazione di una “Casa della salute” sul modello emiliano, dotata di ambulatori specialistici e soprattutto di servizio di continuità assistenziale medica diurna operata dai medici di base, oltre alla normale guardia medica notturna-festiva. Ecco allora che nel 2009, con il trasloco nell’ex ospedale degli ambulatori da viale Battisti, della palestra da Casa Serena e l’allestimento di tre piccoli studi, senza neppure la sala d’attesa, per i nove medici di base (per 19 ore complessive di ambulatorio a settimana), ci fu l’inaugurazione della “Casa della salute”, mentre nel 2012 vi furono traslocati i 10 posti letto di lungodegenza da Casa Serena, con affissione del cartello “Country Hospital”». 

Gli autori della lettera sottolineano: «Lo scorso mese di dicembre il Country hospital è stato trasferito a Borgosesia e con esso una unità di personale che collaborava nell’ambulatorio fisiatrico, mentre per quanto riguarda gli ambulatori specialistici la situazione degli ultimi tre anni alquanto triste. Sono stati progressivamente soppressi ben cinque ambulatori specialistici su undici e non certo per mancanza di utenza vista l’esistenza di liste di attesa; sospesi o soppressi neurologia, otorino, chirurgia, cardiologia ed ecografia. La continuità medica diurna dalle 8 alle 20 delle “Case della salute” non c’è mai stata, e nel 2016 sono andati in pensione due dei nove medici di medicina generale, che non sono stati sostituiti; di conseguenza i relativi assistiti si sono dovuti ridistribuire sui restanti, con l’inevitabile allungamento delle code nei loro ambulatori. E’ poi negativa la situazione degli ambulatori di cardiologia, endocrinologia e del servizio di ecografia, soppressi a Varallo e attivi solo a Borgosesia. I tempi d’attesa sono biblici, specialmente se confrontati con altre realtà dell’asl vercellese. Un esempio? Per una visita cardiologica a Vercelli occorre aspettare 14 giorni, a Borgosesia 151. L’ecografia all’addome? A Vercelli 48 giorni, a Borgosesia 194. Non male, considerato anche che lo standard regionale è di 30 giorni massimi. Come se non bastasse è anche stato soppresso il treno che consentiva di raggiungere comodamente Borgosesia, un bel disagio per chi non guida l’auto».

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