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Un ''ombrello'' contro l'ictus: all'ospedale intervento firmato Borgosesia

La paziente è una donna di 75 anni
Articolo pubblicato il 27-12-2017 alle ore 16:02:25
Un ''ombrello'' contro l'ictus: all'ospedale intervento firmato Borgosesia 3
Il primario di cardiologia dell’Asl Vercelli Francesco Rametta

Un ''ombrello'' contro l'ictus è stato impiantato per la prima volta dal team di cardiologia dell’Asl di Vercelli, diretto dal medico borgosesiano Francesco Rametta. E' un dispositivo che previene l’insorgere di possibili ischemie cerebrali in pazienti affetti da aritmie e che non rispondono alle terapie tradizionali.

La paziente è una donna di 75 anni della provincia di Vercelli soggetta a ostruzioni delle arterie. Fa parte di quella categoria di pazienti che più frequentemente possono andare incontro alla formazione di ostruzioni; queste ultime, quando sono incontrollate, finiscono con il colpire generalmente il distretto cerebrale. Nel 90% dei casi i trombi hanno origine nell’auricola sinistra, cavità che fa parte dell’atrio sinistro del cuore e ha una forma di cono. L’ “ombrellino” consente di chiudere completamente l’auricola e impedire che eventuali trombi possano circolare.

Quello dell’ombrellino ripara ictus è ulteriore integrazione nel pacchetto di prestazione specialistiche che la cardiologia dell’Asl di Vercelli offre ai suoi pazienti. Il dispositivo viene inserito accedendo per via percutanea attraverso una vena della gamba, viene portato fino all’atrio destro per poi raggiungere l’auricola sinistra occludendola completamente. La procedura, attuata in anestesia generale, è stata eseguita in sala di emodinamica da un’equipe multidisciplinare di cardiologi ed anestesisti, con la collaborazione di due esperti internazionali.

«Recenti studi sull'uso di tali dispositivi nella prevenzione delle tromboembolie celebrali in pazienti con fibrillazione atriale – sottolinea Rametta – hanno riportato risultati molto incoraggianti sia in termini di sicurezza che di efficacia. Attualmente i pazienti candidabili a un intervento di questa natura sono coloro che soffrono di fibrillazione atriale permanente, che presentano una controindicazione all’uso dell’ anticoagulante e sono a più alto rischio di sanguinamento e ictus».

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