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Trivero, Mosso e Valle Mosso accelerano per creare un Comune unico

Tra i punti di debolezza del territorio la perdita di qualcosa come duemila posti di lavoro
Articolo pubblicato il 13-07-2017 alle ore 18:21:07
Trivero, Mosso e Valle Mosso accelerano per creare un Comune unico 3
Una veduta di Trivero

Seduti attorno a un tavolo a parlare di fusione tra paesi per arrivare infine a un unico Comune. Trivero, Valle Mosso e Mosso non vogliono più stare a guardare e hanno deciso di prendere l’iniziativa. Per ora sono solo discorsi interlocutori, ma qualcosa si sta muovendo. Dall’unione delle tre realtà territoriali potrebbe nascere un ente di 16mila abitanti, il più grande della Provincia dopo Biella. «Viviamo in un territorio a vocazione industriale, che con la crisi economica del 2008 è molto cambiato - spiegano i sindaci Mario Carli, Cristina Sasso e Carlo Grosso -. I punti di debolezza sono la perdita di duemila posti di lavoro, la diminuzione della popolazione che si trasferisce fuori dal territorio biellese, l'indebolimento della vitalità del settore commerciale, dovuta alla concentrazione di nuove grandi strutture alla periferia di Biella».

Ma ci sono anche punti di forza: la presenza molto attiva delle più importanti aziende tessili mondiali a Trivero e a Valle Mosso, il rilancio del ruolo storico del polo scolastico di Mosso e del liceo a Valle Mosso, le nuove vie di comunicazione, e la presenza di un servizio sanitario a Trivero. «La domanda che ci siamo posti, con responsabilità, è molto semplice: qual è la struttura amministrativa più adatta alla realtà dell'alto Biellese orientale, capace di migliorare la situazione economico sociale e di dare nuove prospettive di sviluppo per il futuro del territorio e dei cittadini? Per rispondere a questo interrogativo, nelle ultime settimane ci siamo incontrati.

Va intrapreso un ragionamento serio, aperto e coraggioso che deve necessariamente prevedere il coinvolgimento a breve dei cittadini, delle forze economiche e sociali presenti sul territorio a partire dalle associazioni di categoria, degli imprenditori, dei sindacati e di tutti coloro che a vario titolo vogliano dare il proprio contributo. Un confronto aperto sul futuro, in cui ognuno con il proprio ruolo esprima idee, proposte o segnali di criticità e possa concorrere alla progettazione di questo ambizioso percorso». Insomma, una strada che si è appena aperta e che si vuole percorrere. Anche se è vero che già più di una volta si è parlato in passato di fusione di Comuni, ma poi la cosa si era subito spenta.

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