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Tradizione centenaria a Carcoforo con la festa del tiro

L'appuntamento viene proposto durante il periodo natalizio
Articolo pubblicato il 11-01-2017 alle ore 07:40:33
Un momento della festa
Un momento della festa

La festa del tiro a Carcoforo ha una tradizione centenaria e viene riproposta ogni anno a turno tra i diversi paesi. Tanta la curiosità attorno a questo incontro ed è Erika Novali a raccontarne l'origine direttamente sul gruppo Facebook del piccolo Comune dell'alta Valsesia.
«E’ stata istituita alla fine dell'800 per festeggiare il rientro in valle di amici e parenti, migrati all'estero per lavoro, durante le festività natalizie. Le prime società di tiro a segno furono Rima e San Giuseppe a cui successivamente si aggiunsero Carcoforo, Ferrate e Rimasco; ferree le regole per far parte delle società: essere nativi o originari di uno dei cinque paesi o aver sposato un nativo le principali . La festa si svolge solitamente nella prima settimana di gennaio e viene organizzata a rotazione nei cinque paesi della Val Sermenza. Quest'anno tocca a Ferrate.
La festa, incentrata sulla gara di tiro, prevede rituali e tradizioni immutate da più di un secolo. Al mattino verso le 8 i partecipanti si riuniscono nella piazza del paese ospitante per il "Bacio della Bandiera": i soci che hanno l'onore di portare il vessillo della propria società incrociano le bandiere in segno di saluto e amicizia. Dopo un grappino o tè caldo di benvenuto inizia la vera e propria competizione tra soci suddivisi in categorie: generale, femminile, giovani, anziani over 65 e anziani over 75, tiro al bersaglio con carabina 22. Al termine della gara individuale si svolge il "Tiro della bandiera", il più ambito e sentito, i tre migliori tiratori di ogni società si "sfidano" nella gara a squadre. La mattinata di gara viene allietata e riscaldata da minestrone con trippa, vin brulè e pane e lardo. Verso le 14 ci si riunisce per il pranzo servito dalle ragazze con il tradizionale costume, a seguire i discorsi dei presidenti e le premiazioni tra brindisi di gioia e qualche lacrima di delusione.
Ma la festa non finisce, anzi entra nel vivo con il tradizionale "Giro delle case" : i soci del paese ospitante aprono le loro case a tutti i soci offrendo prodotti del territorio. Quando le case si svuotano ci si ritrova nuovamente nella sala per il ballo con orchestra, tra un valzer e un ballo "moderno" si fa quasi l'alba»

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