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Prato Sesia ha ricordato i fratelli Italo e Franco Rolando

Articolo pubblicato il 16-11-2017 alle ore 17:19:04
Prato Sesia ha ricordato i fratelli Italo e Franco Rolando 3
I nipoti di Italo Rolando

A distanza di settant’anni, Prato Sesia vuole tenere viva la memoria di chi ha lottato per costruire l’Italia libera. Ha attirato un folto pubblico l’evento “Per non dimenticare”, organizzato dall’Anpi di Prato Sesia e dal Comune per ricordare la figura dei fratelli partigiani Italo e Franco Rolando e, con loro, dei tanti partigiani che hanno fatto la Resistenza. «Franco è stato comandante di plotone e di battaglione – ha ricordato Piercarlo Brugo, presidente dell’Anpi locale – il suo nome di battaglia era “Barba” ed è stato ricordato da don Antonio Guarneri in un libro».

Il “Barba” era noto come un combattente estremamente coraggioso, ma Brugo osserva come don Guarneri avesse evidenziato anche l’aspetto umano: si racconta infatti che di sera, posato il fucile, il “Barba” scendesse in paese, rischiando la vita, solo per trascorrere qualche tempo con la ragazza che sarebbe poi diventata la sua compagna di vita. «Italo – prosegue il presidente Anpi – non era un combattente, bensì un organizzatore. Ha fatto parte del Cln, poi è stato commissario politico in montagna. Ha inoltre fondato e presieduto a lungo l’Anpi di Prato ed è stato lui a ideare la festa di primavera al castello». Il sindaco Luca Manuelli, sottolineando l’importanza di ricordare le persone che hanno combattuto per l’odierna democrazia, ha ricordato anche l’impegno politico di Italo Rolando, che è stato sindaco per oltre quarant’anni. Anche lo storico Alessandro Orsi ha sottolineato la diversità di carattere fra i due fratelli, ma anche i tratti che li univano: «Italo e Franco erano accomunati dall’avere compiuto una scelta coraggiosa – spiega – ed erano molto legati al loro territorio, come dimostrato dal fatto che non l’hanno mai lasciato. Proprio questo legame con il territorio ha contribuito all’espansione del movimento partigiano». Sul tema è intervenuto anche lo storico locale Claudio Sagliaschi: «Erano due fratelli completamente diversi, entrambi eccezionali a modo loro. Italo aveva un carattere molto forte. Ha saputo essere il sindaco di tutti ed è sempre stato onesto nella sua lunga carriera politica, al punto che non voleva gli aumenti che la legge destinava al primo cittadino». Al termine hanno ricevuto una targa Paolo e Federica Rolando, nipoti di Italo, e Valeria Rolando, figlia di Franco. Presenti per l’occasione le rappresentanze di numerose Anpi e alcuni partigiani: fra di loro anche Ezio Cardea, ultimo reduce della pattuglia del “Barba”. Il pomeriggio è stato accompagnato dalle note del coro "Pizio Greta" dell'Anpi di Fontaneto.

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