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Il vescovo in alta Valsesia: «Fate turismo anche per lo spirito»

Pochi giorni fa il vescovo ha incontrato l'alta valle
Articolo pubblicato il 22-11-2017 alle ore 13:18:58
Il vescovo in alta Valsesia: «Fate turismo anche per lo spirito» 1
Il vescovo in alta Valsesia: «Fate turismo anche per lo spirito» 1

Monsignor Franco Giulio Brambilla ha dato consigli agli operatori turistici chiedendo di puntare sul turismo spirituale. 

Al teatro Unione Alagnese pochi giorni fa il vescovo  ha incontrato commercianti e imprenditori dell'alta valle, che hanno testimoniato la crescita incessante degli arrivi turistici, vero motore dell'economia della Valsesia. Gli arrivi ad Alagna e Riva sono stati 26.500 lo scorso inverno, più che triplicati in quindici anni, come ha spiegato il presidente dell'Atl Pier Benedetto Francese, evidenziando il richiamo mondiale della mostra su Gaudenzio che si aprirà a marzo 2018, tra Varallo, Vercelli e Novara. La crescita commerciale di Alagna è stata incentivata dallo sviluppo dell'industria sciistica e degli impianti di risalita, il primo dei quali fu iniziato sessant'anni fa dalla Monrosa Spa, di cui Monterosa 2000 è oggi l'erede. L'ad Andrea Colla e il presidente Luciano Zanetta hanno illustrato al vescovo tutto il lavoro fatto in questi anni, le trasformazioni e i benefici che l'azienda ha portato al paese di Alagna, e l'ultimo progetto: la funivia da Cimalegna al Passo dei Salati, di ultima generazione, costruita quest'estate in soli tre mesi. Nicoletta Furno ha poi presentato il Parco Naturale Alta Valsesia, il più alto d'Europa, che fu inaugurato nel 1980 proprio alla presenza delvescovo, allora prete da appena cinque anni. Diversi i pensieri tirati fuori dal vescovo incuriosendo la platea attenta nel salone dell’Unione alagnese.

Dopo aver ascoltato il presidente del Cai di Varallo Paolo Erba, Monica Ingletti delle guide turistiche di Varallo e Silvia Costa del Consorzio Monterosa Valsesia, ha insistito su un'accoglienza che possa dare beneficio a tutta la vallata e che non riguardi solo il profilo economico, ma anche quello spirituale: «Abbiamo un il Sacro Monte che è unico al mondo - ha detto, - ma pochissimi conoscono la Parete Gaudenziana. E dire che Giovanni Paolo II, quando visitò Varallo, la chiamò "la Cappella Sistina del Nord Italia". Il mio sogno è vederla restaurata prima di andarmene». E' stato toccato anche il tema dei giovani, che troppo spesso lasciano la Valsesia per cercare lavoro, a cui «bisogna sempre dare un motivo per tornare e rimanere».

Il vescovo ha citato anche un suo incontro con papa Francesco: «Scherzando, gli ho detto che avevo 18 valli, quindi l'"odore delle pecore" lo sento in abbondanza. Ha riso, è una persona che sa stare al gioco». Ma la Valsesia ha anche difetti? «Dovremmo essere un po' più aperti, lo dico da valsesiano». Monsignor Brambilla infatti trascorre da decenni le vacanze a Rima, dove nel mese di agosto prepara una risottata per tutti. «Sediamo su un giacimento d'oro - ha concluso - e voi come valorizzazione siete già a un ottimo livello». 

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