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Gattinara, fuori pericolo la donna che aveva bevuto candeggina

Articolo pubblicato il 23-11-2017 alle ore 14:06:53
Gattinara, fuori pericolo la donna che aveva bevuto candeggina 4
Una camera iperbarica

Buone notizie per la donna di 67 anni di Gattinara che nei giorni scorsi era stata ricoverata in ospedale per aver ingerito candeggina inavvertitamente: la casalinga sta meglio e ha potuto tornare a casa. «E' stato un incidente domestico – spiega ora la donna -. Avevo conservato un po' di candeggina in una bottiglietta dove solitamente si mette l'acqua. A distanza di tempo mi sono poi dimenticata che all'interno non c'era più acqua e l'ho ingerita inavvertitamente, ma non di certo mezzo litro come è stato detto in un primo momento».

Immediata la sensazione di aver ingerito qualcosa di tossico: da qui la corsa in ospedale e le cure del caso con la necessità di ricorrere anche alla camera iperbarica del centro "I cedri" di Fara Novarese per un trattamento di ossigenoterapia. Il decorso clinico è proseguito poi all'ospedale Santi Pietro e Paolo di Borgosesia. «Ringrazio il personale medico che mi ha seguito - spiega -. Ora per fortuna sto bene, ho rischiato la vita perchè mi sono rovinata lo stomaco. Ma posso tornare a casa».

La donna allo stesso tempo vuole però precisare che «il mio è stato un incidente domestico», come era stato anche riportato nell'articolo di Notizia Oggi pubblicato giovedì. Ma le voci si rincorrono e a volte ingigantiscono i fatti, o attribuiscono intenzioni che non ci sono: «Il mio errore è stato mettere la candeggina in una bottiglietta da mezzo litro dell'acqua. Non volevo di certo farmi del male». Insomma un incidente domestico, ma adesso la donna ha potuto tornare a casa e riprendere la sua vita.

Di certo la terapia che le ha salvato la vita non è stata di quelle più consuete: a Fara si sono usati i ritmi di decompressione che vengono usati dai sommozzatori della Marina militare degli Stati Uniti, o comunque qualcosa di simile. E non per pochi minuti: la terapia è durata sei lunghe ore. Del resto, la camera iperbarica in alcuni casi di grossi deficit e scompensi cardiorespiratori è l’unica via percorribile dal personale sanitario: e così è stato per la casalinga di Gattinara, che per qualche ora se l’è vista brutta. Ma che, superata la fase critica, ha potuto tornare a casa per fare convalescenza.

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