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Gattinara: donna beve candeggina, si salva grazie a sei ore di camera iperbarica

Articolo pubblicato il 18-11-2017 alle ore 14:04:21
Gattinara: donna beve candeggina, si salva grazie a sei ore di camera iperbarica 3
Una camera iperbarica

Si è salvata grazie al veloce intervento dei soccorsi e alla camera iperbarica della clinica “I cedri” di Fara Novarese:  una donna di 67 anni di Gattinara è stata sottoposta a sei ore di ossigenoterapia dopo avere bevuto per errore della candeggina. Dopo la cura ha potuto proseguire il proprio percorso ospedaliero a Borgosesia. Le sue condizioni non sembrano destare preoccupazione. Ma nel caso di ingestione di sostanze nocive il rischio è sempre molto alto come dimostrano diversi casi di cronaca.

Sembra che la donna, una casalinga residente a Gattinara, abbia ingerito inavvertitamente una certa quantità di candeggina. A quel punto è stata soccorsa dall’ambulanza del 118, i medici hanno praticato le operazioni del caso. L’ingestione di detergenti e disinfettanti, prodotti domestici presenti in ogni casa, può avere conseguenze gravi per la salute dell’uomo perché questi liquidi contengono agenti caustici, cioè sostanze che possono corrodere, bruciare, i tessuti del corpo umano. Nel caso della donna di Gattinara quindi è stata determinante la corsa in ospedale per l’intervento che le ha salvato la vita. Per poter salvare la donna è stato necessario procedere a una seduta di ossigenoterapia di almeno sei ore nella clinica “I cedri” di Fara, l’unica in zona specializzata in questo tipo di terapie. Sono stati applicati i tempi e le pressioni previste dalle tabelle di decompressione usate dai sommozzatori.

L'ossigenoterapia iperbarica è l'utilizzo terapeutico di ossigeno, puro al 100%, a pressione superiore a quella atmosferica. La terapia avviene in particolari costruzioni apposite per tale somministrazione chiamate camere iperbariche. La medicina iperbarica è nata in Italia come branca della medicina subacquea.

La struttura sanitaria di Fara ancora una volta si dimostra determinante per salvare la vita alle persone. Appena lo scorso mese infatti una intera famiglia di Crevacuore aveva dovuto ricorrere alle cure della camera iperbarica d’urgenza dopo aver respirato il monossido di carbonio fuoriuscito da una stufa mal funzionante. Madre e due figli, insieme al cognato erano stati portati via d’urgenza e sottoposti a terapia. Dopo pochi giorni erano quindi tornati a casa.

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