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Dopo 7 anni di attesa, arriva il primario di medicina all'ospedale di Borgosesia

Stefano Dacquino ha 54 anni
Articolo pubblicato il 08-11-2017 alle ore 18:46:12
Dopo 7 anni di attesa, arriva il primario di medicina all'ospedale di Borgosesia 3
Immagine di repertorio

È uno specialista con lunga esperienza all’estero il nuovo primario di medicina generale dell’ospedale di Borgosesia. Dopo sette anni in cui il posto era stato vacante, nei giorni scorsi l’Asl di Vercelli ha assegnato l’incarico per cinque anni al medico torinese Stefano Dacquino. Classe ‘63, il nuovo dirigente ha un curriculum di tutto rispetto, avendo occupato posizioni di rilievo in Italia e all’estero. Specializzato in patologie rare da immigrazione, è stato dirigente della struttura complessa di medicina d’urgenza e di pronto soccorso all’ospedale di Cueibet nel Sud del Sudan, in quello di Banket nello Zimbabwe; ha prestato servizio come assistente di medicina generale all’ospedale di Berbera, in Somalia e al Tigana Hospital, in Kenya. Tutti lavori svolti nell’ambito di progetti di cooperazione internazionale.

Oltre alla laurea in medicina e chirurgia con specializzazione in medicina interna, indirizzo in medicina d’urgenza, Dacquino nel 2011 ha conseguito anche una laurea in filosofia, conseguita con una tesi di bioetica.

Dacquino prenderà servizio a Borgosesia nelle prossime settimane. Fino al 2010 l’incarico all’ospedale di Borgosesia era affidato al dottor Luciano Mutti; nel frattempo l’Asl non aveva indetto alcun concorso. Semplicemente si era provveduto ad assegnare l’incarico a scavalco.

Il primario di medicina era particolarmente atteso in città. «Nell’ultimo periodo - dice il sindaco di Borgosesia, Paolo Tiramani - avevamo chiesto a gran voce un primario per medicina. Ancora nei giorni scorsi, insieme al consigliere comunale con delega alla sanità Lucia Cheso, avevamo avuto un incontro con la direttrice generale dell’Asl Chiara Serperi. Siamo ovviamente molto soddisfatti. Il dottor Dacquino è un medico con un curriculum di tutto rispetto. E poi finalmente è stato colmato un vuoto che durava da anni; il reparto di primo intervento è collegato alle degenze. Adesso aspettiamo che l’Asl indica il nuovo concorso per anestesia, dopo che il dottor Roberto Viazzo è andato in pensione».

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