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Dopo 500 anni una scultura con il marmo di Rassa

Ad opera di Ireneo Passera
Articolo pubblicato il 08-02-2018 alle ore 10:43:04
Dopo 500 anni una scultura con il marmo di Rassa 2
Dopo 500 anni una scultura con il marmo di Rassa 2

Sono passati 500 anni dall'ultima volta che è stato impiegato il marmo di Rassa e ora Ireneo Passera dà vita al "cavatore dormiente" con il marmo bianco del Massucco. Si tratta di un’opera che porta con sé l’eredità di una storia antica, legata al marmo di Rassa. Ne parlava già don Luigi Ravelli. 

«In occasione della premiazione del concorso di poesia “Sogni di Pietra” al teatro Fra Dolcino di Campertogno, Gae Valle mi ha invitato ad esporre alcune mie opere e mi parla del marmo della val Sorba rendendosi disponibile ad accompagnarmi sul posto per prendere visione del marmo. E’ dopo aver prelevato un blocco e portato in laboratorio, che nella fase di studio si risveglia e concretizza la figura dell’altorilievo».

Contemporaneamente, nasce tra l’artista e l’associazione Wild l’idea di valorizzare l’antica cava con il progetto “Da sogni di pietra alla pietra dei sogni” che debutterà a maggio, in occasione della fioritura della colonia delle peonie selvatiche sita proprio a ridosso della cava, con un’altra scultura che Ireneo Passera, realizzerà in loco, una prima opera marmoreo a cielo aperto. Gae Valle evidenzia: «Un museo marmoreo in divenire, l’unico in Piemonte, grazie al simposio che si sta organizzando per l’anno prossimo a cui ha già aderito uno scultore statunitense. Anche questo progetto è un esempio tangibile di come si può valorizzare e promuovere il territorio, coniugando cultura e ambiente”»
In attesa di recarsi in val Sorba per ammirare la fioritura delle peonie e la nuova scultura, il “cavatore dormiente” simbolo del progetto, verrà esposto in una sorta di mostra itinerante in Valsesia dal 1 al 20 febbraio a Borgosesia, libreria Colibri; dal 2 febbraio al 6 marzo a Grignasco, fotografo Effedì; dal 6 marzo al 20 marzo a Quarona, edicola Mary Poppins; dal 20 marzo al 29 marzo a Serravalle Sesia, edicola Stefy ; dal 29 marzo al 17 aprile a Varallo Sesia, sede Atl; dal 17 aprile all’ 8 maggio a Borgosesia, libreria Nuova Idea; dall’ 8 maggio al 29 maggio a Varallo Sesia, biblioteca civica.
Don Luigi Ravelli scrisse del marmo di Rassa: «Ma ciò che farebbe la ricchezza di questo paese è il Marmo Statuario del Massucco, marmo traslucido, bianchissimo e quasi diafano. Nel secolo XVIII si intavolarono trattative per la coltivazione della Marmoriera e per la cessione all’amministrazione del Duomo di Milano».

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