Notizia Oggi

Stampa Home

Donna valsesiana salva cugino ''ostaggio'' della badante

La donna si era fatta cointestare il conto e prelevava a sproposito
Articolo pubblicato il 06-02-2018 alle ore 09:27:00
foto repertorio
foto repertorio

Salva un anziano da una badante che gli stava prosciugando il conto in Posta. Il protagonista è un novarese, la cugina che l'ha aiutato ad uscire dalla delicata situazione è valsesiana.  Il caso è finito a processo, iniziato la scorsa settimana nelle aule del tribunale di Novara. 

L’uomo, 79 anni, che ha qualche problema di memoria, nel 2008 aveva preso in casa una donna ucraina sulla sessantina. Era stato un amico a consigliargli di farsi dare una mano da qualcuno per le faccende di casa. Ma la badante, di fatto, prende il controllo della casa. E non solo.
Dopo un po’, fa arrivare in Italia anche la figlia e il nipote, che si insediano tutti a casa dell’uomo. Il quale, secondo la sua versione, finisce di fatto per essere ostaggio dei tre: dei quali non si fida per nulla, al punto di assaggiare il cibo che gli portano, aspettare un po’ per vedere se non sentisse effetti di veleno, e solo dopo questo “test” consumare il pasto. In realtà, non pare che i tre gli abbiano mai fatto del male. Ma sono timori che la dicono lunga di come si sentisse il pensionato.
Stessa cosa quando riferisce di telefonare solo appartato dentro l’auto, perché non vuole che i tre ascoltino i suoi colloqui.
Ma il problema sono anche i soldi. La badante riesce infatti a a farsi cointestare il conto corrente che il pensionato ha in Posta, e sul quale confluisce la pensione. Effettua dei prelievi lei stessa, oppure costringe lui a farli. Sta di fatto che il conto comincia a svuotarsi.
Ed è qui che entra in gioco il direttore della filiale, che capisce che c’è qualcosa che non va. Soprattutto quando arriva una richiesta decisamente anomala: un prelievo di 6mila euro. Insospettito per quei prelievi troppo frequenti, oltre che per il fatto che anche la badante può gestire i suoi risparmi, il funzionario chiama una parente dell’uomo: la cugina della Valsesia, appunto.
La quale si attiva per capire come stanno le cose. E ai giudici riferisce di aver trovato il parente angosciato perché qualcuno gli aveva messo in testa che aveva il malocchio e aveva bisogno di soldi per farselo togliere. La donna chiede di incontrarlo per capire meglio come l’uomo usa i soldi: e quando lo vede lui cambia versione e spiega che deve prelevare per pagare le tasse.
A quel punto parte la segnalazione alla polizia, che accerta una situazione di grave pressione psicologica sull’uomo da parte della famiglia ucraina. Parte la denuncia e i tre finiscono alla sbarra con l’accusa di estorsione: adesso la badante ha 70 anni, la figlia 46, il nipote 23.
Da parte loro, i tre accusati negano di aver mai usato violenza nei confronti dell’uomo. La difesa presenterà le proprie ragioni alla prossima udienza.

Attualità

Cronaca

Politica

Economia e Lavoro

Sport

Cultura e Spettacolo

Eventi e Manifestazioni

Sanità e salute

Lettere

Lettere

per non dimenticare Don Cesare Boschin vittima della malavita

per non dimenticare Don Cesare Boschin vittima della malavita
Lettera del 14-12-2016

Buongiorno, sono una nipote di Don Cesare Boschin. Mi chiamo Isabella Formica. Lo zio è morto per mano della malavita. Ha difeso sempre i suoi parrocchiani...

ringraziamenti per Hospice di Gattinara

ringraziamenti per Hospice di Gattinara
Lettera del 30-08-2016

Gent. Direttore, il mio papà, Mario Beneduce, è mancato, a causa di un brutto tumore, il giorno 29 agosto scorso. Attraverso il Suo stimato giornale...