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A Boca continua la lotta del Comitato contro l'impianto di recupero fanghi

Ieri la terza conferenza dei servizi indetta dalla Provincia di Novara
Articolo pubblicato il 20-10-2017 alle ore 12:31:09
A Boca continua la lotta del Comitato contro l'impianto di recupero fanghi 3
Il Comitato Tutela Ambiente di Boca

Era prevista ieri, giovedì 19 ottobre, la terza conferenza dei servizi indetta dalla Provincia di Novara per discutere del progetto di un impianto di recupero per argille, terre e fanghi non pericolosi proposto dall’azienda ItalHousing, che dovrebbe sorgere nella zona industriale di Boca. Il Comitato Tutela Ambiente sorto in paese ha espresso nuovamente ferma contrarietà all’impianto durante un incontro che si è svolto qualche giorno fa a Novara. «L’impianto ha destato subito preoccupazione fra i cittadini di Boca - ha osservato Andrea Cerri, per il Comitato - sono state raccolte 1.400 firme e anche il consiglio comunale ha detto no. Riteniamo che l’impianto non sia conforme al piano regolatore di Boca e temiamo dei rischi. Nella zona, peraltro, a poca distanza ci sono diverse case».

Il Comitato ritiene inoltre insufficienti le integrazioni presentate. «In un primo momento - rincara Fabio Tomei, del Coordinamento Ambientalista Rifiuti Piemonte - ho pensato che fosse un bene che qualcuno si impegnasse nel riciclo dei rifiuti speciali, ma non in questo modo. Riteniamo che i prodotti, sebbene non pericolosi, siano inaccettabili. Bisognerebbe invece utilizzare del materiale inerte, da edilizia».

Il Comitato e il Carp invocano poi maggiore trasparenza: «Abbiamo presentato due istanze per essere presenti alla conferenza dei servizi - osservano - che sono state rigettate. Troviamo inspiegabile la scelta di non fare partecipare dei rappresentanti del territorio». Il Comitato, dunque, auspica che questa terza conferenza dei servizi neghi l’autorizzazione per la realizzazione. «Ci appelliamo inoltre alla Provincia affinché utilizzi l’Osservatorio Provinciale sui Rifiuti - aggiunge Tomei - interpellando anche i sindaci, che sono i primi responsabili della salute pubblica».

Secondo Lanfranco Vicario, titolare di ItalHousing, i timori sono invece infondati: «Abbiamo offerto la nostra massima collaborazione per rispondere a tutte le richieste di integrazioni, comprese quelle presentate dai Comitati - afferma - tutti i problemi presentati sono già stati trattati nel progetto. Abbiamo chiarito certi aspetti, tolto dei codici, previsto una decina di tipi di controlli aggiuntivi per quanto riguarda la raccolta di acqua piovana, i limiti delle polveri, gli odori, pur non essendo materiali odorigeni. Un intero capitolo del progetto è dedicato al materiale e all’accettabilità: il materiale viene analizzato ancora prima di arrivare a Boca».

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